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giovedì, 27 novembre 2008, 14:36
posted by Nablu
commenti (5) (popup)


estetica dei corpi, e la neve

 

seguirti l’indice sulle diciture che si leggono appena,

e risognarti a toccare inverni verdi di foglie a zigomo,

imparare tutte le parole che iniziano per a,

come l’antracite che scivola dalla nebbia,

le carrozzerie, e le lingue d’asfalto che si assomigliano sui ponti

 

e cercarti a guardare i particolari sugli specchi,

gli occhi ruvidi di nevi imminenti

assomigliarti con i cerchi

e scoprirti già altrove

con il corpo proteso al disgelo,

e il dorso a forma di sole

 

e guardarti, a cercare il generale,

le spalle a sostenere passati bianchi e farinosi

e risognarmi a toccare aghi azzurri,

imparare tutte le parole che finiscono per a

commenti (5)
Commenti
#1   28 Novembre 2008 - 18:11
 
Riesci sempre ad unire originalità e chiarezza sentimentale nelle tue poesie, si legge veramente come guardare un evento ricco e intenso, descritto con tono fermo ma la contempo stabile nella fragilità. Bello quel finale biunivoco, apre a tutta la differeza che esiste dove ci si unisce.
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#2   28 Novembre 2008 - 20:52
 
Per associazione indebita, il processo dell'apprendimento "totale" mi ha ricordato l'autodidatta sartriano, che tenta d'imparare l'enciclopedia dalla lettera "a" in poi, provando a darsi un senso scorrendo l'indice attraverso il già conosciuto, anche fosse un'inezia come la nozione dell'antracite che scivola dalla nebbia, proseguendo, per dire, verso la "c" delle carrozzerie / corpi e i nomi delle strade-lingue / parole.
Scegliendo questo, piuttosto che dare un senso al conosciuto attraverso se stesso, ovvero facendo il percorso contrario, dalle parole che finiscono per "a".

Su tutto, molto riuscita la seconda strofa, in cui la ricerca prosegue osservandosi allo specchio, ricavandone la fissità impervia del gelo che atrofizza i lineamenti dell'infinito che è dentro, in attesa della fluidità e della forma, dal dorso, da ciò che siamo stati.
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#3   29 Novembre 2008 - 16:58
 
ammaliato!!!
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#4   05 Dicembre 2008 - 11:58
 
Meravigliosa.
Gli elementi umani e quelli più generalmente naturali sembrano essere la fisiognomica di un unico volto, dettagli di un'unica visione -forse quella amorosa- che appare in modo leggero e cristallino, senza la pesantezza del lirismo o il vapore dell'eccessiva narrazione. Davvero un bellissimo testo, complimenti!

Mic
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#5   05 Dicembre 2008 - 15:03
 
E' che a volte ci si riesce anche, ad imparare cose, o suoni, o volti bidirezionalmente anaforici.
E quando ci si riesce davvero, sembra che le panoramiche siano trame dello stesso intarsio, mani che non si sciolgono al contatto, voci ferme che resistono agli strappi del tempo, alle termofobie del ritornare.
Come a ritroso da un risveglio prima del giorno.
E i contrasti, i contrari, sono davvero le promesse del non dimenticarsi, il panismo sovraumano, il giurare soltanto di esserci.
Grazie a tutti
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Commenti

tags: poesia, nablu